Materie prime, prezzi ai massimi anche per la carta

La crisi delle materia prime – in termini di disponibilità e costi – ha contraddistinto il secondo semestre del 2021 e sta, purtroppo, proseguendo anche in questo avvio di 2022.

I tempi di consegna nell’automotive e nei veicoli pesanti, nell’elettronica, fino ad arrivare all’edilizia, si sono dilatati all’inverosimile e in alcuni casi non sono nemmeno pronosticabili. 
Il prezzo e la disponibilità della carta non si sottraggono a questo trend che mette in difficoltà l’intera industria della stampa.
Da una lato pesa la crescita di domanda registrata durante il 2021. Le carte grafiche hanno visto aumentare gli ordini con una crescita a due cifre rispetto ai livelli 2019, complice la ripresa dell’economia mondiale e una tendenza al ritorno alla lettura registrato nel periodo pandemico. Sul prezzo, in crescita, ha contribuito il ripristino delle scorte a magazzino, necessarie dopo la carenza di consegne dei mesi di lockdown, e le azioni speculative di accaparramento. 


La cellulosa ha toccato nel 2021 il massimo storico di 1.350 euro alla tonnellata, un aumento del 60% rispetto allo stesso periodo 2020, che si riflette sul costo della carta da macero, seppur in maniera meno significativa.
All’inizio di 2022 si è aggiunta l’esplosione dei costi dell’energia. Il prezzo del gas è aumentato del 600%: per le cartiere si tratta della principale voce di costo che incide per il 30% sul complessivo. Nel 2021 un Megawattora costava 20 euro, oggi viaggia a 90 euro. La conseguenza è un consistente ritocco dei prezzi verso l’alto da parte delle cartiere indotto anche dagli aumenti dei costi praticamente decuplicati della logistica intercontinentale. In Italia il settore cartario vale 7 miliardi l’anno e siamo il terzo produttore europeo dopo Germania e Svezia. L’interno comparto vale l’1.4% del PIL.


L’impatto sul mondo della stampa è duplice e negativo. Da un lato non si possono soddisfare tutte le commesse a causa della scarsità di materia prima. Dall’altro le marginalità diminuiscono per il “caro carta” costringendo ad apportare un ritocco dei prezzi, in alcuni casi difficile da poter applicare in uno degli anelli della catena del valore. 
Queste tendenze devono essere invertite per consentire soprattutto a chi si trova nelle parti finali del processo – gli stampatori – di poter tornare a programmare investimenti, di lavorare con maggiori certezze così da poter sfruttare i segnali di recupero in termini di vendite registrati nel 2021. I margini delle aziende produttrici di stampati, packaging e macchinari per printing & converting scendono e un’ulteriore rischio è la perdita di qualità, che Cross Media mette sempre al primo posto del suo lavoro e che resta una condizione imprescindibile per poter offrire ai propri clienti la certezza di poter avere un ritorno massimo dell’investimento e la soddisfazione finale rispetto alle proprie progettualità.